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PONTECURONE

la Torre di Pontecurone Località
Pontecurone

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Comune di Pontecurone






Pontecurone si trova sulla sponda sinistra del torrente Curone, ai confini con la provincia di Pavia ed è un antico borgo di origine e impianto romano caratterizzato da un regolare assetto urbanistico con vie rettilinee che si incrociano a scacchiera.
 

BREVE STORIA DI PONTECURONE:
Il nome deriva dal latino pons Coronis o pontis Coronis, con riferimento evidente al ponte sul torrente Curone, tutelato in tempi antichi dai templari. Le prime popolazioni che iniziarono a stabilirsi nella zona furono alcuni gruppi di liguri e gallo-boi. Alla fine del II sec. Roma estese su tutto il territorio di Pontecurone il proprio dominio. Il primo nucleo abitato di Pontecurone si può dare per certo già in epoca augustea con il rifiorire della Via Postumia (collegava Piacenza a Genova passando per Voghera, Tortona e Libarna) nelle vicinanze dell’importantissmo guado sul Curone grazie al ritrovamento di numerose monete di quell’ epoca nel territorio. La romanità del borgo è inoltre confermata dal suo stesso impianto urbano tracciato con grande regolarità quasi a scacchiera con il cardo massimo che si interseca con il decumano nel punto in cui poi si è formata la piazza principale che fronteggia la torre medievale.
Pochi anni prima del Mille (nel 962) Ottone I donò al monastero pavese di San Pietro in Ciel d’Oro alcuni possedimenti tra i quali anche la località Ponte Coironum: è questa la prima testimonianza scritta dell’esistenza di Pontecurone.
Nel 1155 Federico Barbarossa discese in Italia, assediò Tortona e, sapendo che la città si sarebbe dovuta arrendere per la sete, si ritirò in attesa a Pontecurone che in quel tempo faceva parte del comitato di Tortona. Tortona prima, e Pontecurone poi, furono distrutte e il Barbarossa prima di lasciare queste terre ordinò – secondo una tradizione – che in Pontecurone fosse costruito un palazzo imperiale in memoria sua e delle sue vittorie (di questo palazzo rimane ancora una finestra gotica). Pontecurone è nell’elenco delle località sottratte a Tortona dal Barbarossa e poi restituiti alla città nel 1164. Tra tutti i centri del distretto gli abitanti di Pontecurone furono i primi ad ottenere la cittadinanza tortonese (in seguito concessa anche a Viguzzolo e Castelnuovo).
Nel corso del Trecento il borgo venne fortificato dai Visconti e nel 1482 entrò a far parte dei territori degli Sforza per poi passare sotto il controllo di Giacomo Medici. Gli ultimi feudatari furono gli Spinola di Los Balsassos; il feudo di Pontecurone fu quindi venduto nel 1668. Da questo momento in poi la storia di Pontecurone segue quella del territorio circostante: il periodo napoleonico, la battaglia di Marengo nel 1800 e le guerre risorgimentali poi. Il 23 giugno del 1872 nacque a Pontecurone San Luigi Orione.
Il tessuto industriale di Pontecurone prende corpo con la lavorazione del laterizio solo alla fine dell’Ottocento e nel 1915 sorge la seconda fornace del paese la “Azzi e Signorini”.

PERSONAGGI CELEBRI:
- Don Luigi Orione: nato nel 1872 fondatore a Tortona della Piccola Opera della Divina Provvidenza oggi diffusa in tutto il mondo. Il 16 maggio 2004 è stato proclamato Santo.
- Filippo Tommaso Marinetti: padre del Futurismo e pontecuronese mancato nacque ad Alessandria d’Egitto da una famiglia che apparteneva saldamente al Comune di Pontecurone.
È interessante segnalare la presenza di numerose cappellette di campagna ed edicole votive (immagini racchiuse in forme geometriche poste sul muro esterno di edifici) nelle stradine e sentieri che si snodano nelle vicinanze del paese.

PRODOTTI TIPICI:
Oltre alla coltivazione di cipolle, barbabietole da zucchero e patate, si stanno cominciando a sperimentare con successo nuovi raccolti di pomodori e noci.

ENOGASTRONOMIA:
Meritano di essere citati alcuni piatti della tradizione culinaria locale: gli agnolotti con lo stufato, preparati in occasione di S.Biagio, i “Butalà”, gnocchi di patate conditi con un sugo a base di salsiccia; i sanguinacci, che i pontecuronesi consumavano d’abitudine nelle settimane precedenti il Natale; la torta Cavour, inventata per il periodo di riposo che il Conte Camillo Benso di Cavour trascorse a Pontecurone presso la famiglia Rattazzi Bertarelli, dolce così leggero e delicato che a gustarlo sembrava di salire in Paradiso, da qui Torta Paradiso.

FESTA PATRONALE:
S. Biagio: terza domenica di luglio

FRAZIONI: Brugna

La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta era l’antica pieve di cui non è nota l’origine (è documentata per la prima volta in un elenco delle antuche pievi della Diocesi di Tortona del 1175): edificata probabilmente nel X secolo, trovandosi nei pressi della Via Postumia, divenne una delle tappe dei pellegrinaggi verso Roma, la Terra Santa e San Giacomo di Compostela. La presenza dell’ospedale gerosomilitano di S.Pietro a partire dal XIII secolo che fungeva da luogo di ricovero per gli infermi e da albergo per i viandanti e, contemporaneamente, di ben due affreschi in S. Maria raffiguranti S. Giacomo conil bastone da pellegrino testimoniano dell’importanza della sosta di Pontecurone nelle rotte dei pellegrini medioevali.
L’edificio attuale, di stile romano-gotico, in mattoni a vista, risale al XIII-XIV sec. I numerosi interventi subiti nel corso del tempo sono testimoniati da impronte di mattoni di colore diverso. L’edificio presenta una facciata a capanna sulla quale si apre un gotico portale cuspidato contornato da ricchi elementi decorativi in cotto con motivi geometrici e floreali e sormontato da un rosone attorno al quale ruota il simbolo cristiano della vite mentre ai lati si aprono due finestre monofore ( portale e rosone furono aggiunti nel XV secolo)
Oggi si presenta come un classico esempio di “chiesa a sala” a tre navate divise da cinque pilastri cruciformi: quelle laterali sono chiuse da due pareti rettilinee mentre quella centrale termina in un presbiterio quadrangolare voltato a crociera.
Nella parete destra del presbiterio si apre una porta che conduce ad un’antica Cappella su cui poi, alla fine del Cinquecento, è stato edificato il campanile nella quale si trova lo strato più antico della decorazione ad affresco di tutta la pieve risalente con ogni probabilità agli anni immediatamente circostanti la metà del Quattrocento.
Importanti restauri interni furono ralizzati tra il 1929 e il 1938 e dopo il 1970 fu attuato anche il restauro della decorazione ad affresco risalente al XV secolo soprattutto nell’abside, nella navata di destra e sulla controfacciata.
All interno ci sono numerosi affreschi. Dato che Pontecurone fu, per tutto il XV secolo, sotto il diretto controllo politico del Ducato di Milano è logico che anche dal punto di vista culturale la capitale lombarda rappresentasse il punto di riferimento privilegiato e che alla cultura lombarda guardassero gli artisti che affrescarono le pareti di S. Maria Assunta.
La controfacciata presenta una serie di scene affrescate con scene tratte dalla vita dei Santi: I Miracoli di San Pietro Martire (1460 circa) opera di un anonimo pittore lombardo sulla sinistra. Sempre di area lombarda sono gli affreschi dipinti sulla parete individuata dalla prima crociera della navata sinistra dov’è rappresentata una grande Crocifissione sormontata da una lunetta con l’Annunciazione mentre al di sotto è raffigurato San Francesco che riceve le stimmate.
Riferibili ad un ambito locale sono i numerosi affreschi attribuibili a Manfredino Boxilio e agli altri due esponenti della scuola pittorica tortonese il fratello più giovane Franceschino e Quirico da Tortona che operarono certamente a più riprese sulle pareti di S. Maria Assunta nell’ultimo quarto del XV e anche agli inizi del XVI secolo. Il primo intervento di Manfredino Boxilio (1470 circa) va individuato nel trittico Madonna col bambino e i Santi Biagio e Apollonia nella terza campata di destra; è autore anche di un Sant’Agostino nell’abside. La cultura di Manfredino non è solo legata ai modelli alti della pittura ad affresco nella Lombardia del secondo Quattrocento ma affonda le proprie radici anche i nquelle opere realizzate in un ambito più circoscritto da frescanti lombardi nei cantieri di Rivalta, Sale e Volpedo nel sesto e nel settimo decennio del ‘400. Sulla destra della parete d’ingresso si trova il dittico raffigurante a mezzo busto La Vergine con il Bambino e San Biagio che è stato attribuito dalla critica più recente a Quirico da Tortona mettendo in relazione il dittico di Pontecurone anche con l’affresco Madonna e Santi della Pieve di Volpedo. Nel XVII secolo la chiesa fu arricchita da altari e decorazioni manieristiche e barocche come la Resurrezione e i Misteri del Rosario (1610), Crocifissione con la Vergine, Maddalena e San Giovanni (inizi XVII secolo) e un’Annunciazione attribuibile all’ambito pittorico ligure databile intorno al 1610. La cappella con i Misteri del Rosario era dovuta al fatto che dopo la vittoria della Lega cristiana del 1571 a Lepanto contro i turchi che era stata attribuita da Pio V, il boschese Ghislieri, all’intervento della Vergine e alla preghiera del S. Rosario, in area settentrionale e in particolare nel Piemonte meridionale, terra natale del Papa, sorsero numerose cappelle legate al culto del Rosario. Così anche a Pontecurone si decise di costruirne una chiamando ad affrescarla Gian Mauro della Rovere, il più giovane dei Fiammenghini

ORATORIO DI SAN FRANCESCO
Sede dal 1814 della Confraternita di San Biagio, la costruzione risale al XVI sec.; dopo i recenti restauri, è stato trasformato in auditorium. Conserva nell’abside un pregevole coro in noce seicentesco composto da 18 stalli e un affresco della “Deposizione” attribuito a Gian Mauro della Rovere detto il Fiamminghino (1610 circa). Sulla navata sinistra si trova un Sant’Antonio nel deserto (1626) firmato Giuseppe Panigarius inoltre è di particolare interesse una Vergine col Bambino in Gloria e Santi degli inizi del XVII secolo attribuibile alla scuola tortonese di Scipione Crespi.

TORRE CIVICA
La torre civica, a pianta quadrata in mattoni a vista, è situata sulla piazza Matteotti, è di origine non del tutto accertata: secondo alcuni avanzo del duecentesco castello, per altri fatta costruire da Gian Galeazzo Visconti nel 1392 insieme ad altre fortificazioni per meglio difendere Voghera.

FINESTRA GOTICA
La finestra gotica si trova in Via Emilia al n° 21. Presenta decorazioni simili a quelle del portale della chiesa di Santa Maria. E’ conosciuta come finestra del Barbarossa poiché è l’unico elemento rimasto della casa in cui dimorò Barbarossa nel periodo in cui pose a Pontecurone il suo quartier generale.

CROCE DELL'ORDINE MALTESE
Si trova in Via Emilia al n° 132 ed indica il luogo dove, grazie ad un lascito del 1210, fu costruito un ricovero per pellegrini e malati. La presenza di un ospizio per viandanti a Pontecurone conferma il passaggio dal paese di pellegrini che dall’Europa andavano a Roma.

CASA NATALE DI DON ORIONE
Lungo la via Emilia sulla sinistra dopo la piazza del Comune si può visitare la casetta di Don Orione, ricostruita sul luogo della precedente demolita nel 1903, con ricordi di famiglia e foto della vita di San Luigi Orione. Nato a Pontecurone nel 1872 dopo il tirocinio della vita seminaristica (Tortona 1889-1893) decise di agire, in primo luogo, per la salvezza degli orfani ed in un secondo tempo a vantaggio dei provati alla fame e dalla miseria aprendo istituzioni benefiche per poveri, malati, anziani e bisognosi. La sua azione passò così attraverso la scuola, le colonie agricole, gli artigianati, le scuole professionali alle Case di Carità e ai Piccoli Cottolengo. Ai suoi sacerdoti e religioso affiancò gli Eremiti della Divina Provvidenza (1898), le Piccole Suore Missionarie della Carità (1915), le Suore Cieche Adoratrici Sacramentine (1927). Trascorse il qudriennio 1921-22 e 1934-37 tra i suoi Missionari del Sud America. Morì improvvisamente in una casa di riposo a Sanremo. Il 16 maggio 2004 è stato proclamato Santo.
(info Casa di Riposo Don Orione 0131.887411)

FESTA DELLA BANDIERA - 3^ domenica di maggio
La Festa della Bandiera, tradizione molto antica persa nel dopoguerra, è stata introdotta da alcuni anni. La cerimonia di issare sulla torre comunale una bandiera particolare era, in epoca medioevale, il segnale che apriva le contrattazioni commerciale del gualdo (erba tintoria coltivata ed usata tra il XV ed il XVIII secolo) raccolto nell’anno precedente. Questa usanza continuò a Pontecurone anche quando, dopo la scoperta dell’America, il gualdo non fu più coltivato in questa zona per l’arrivo dell’indaco. Le caratteristiche della bandiera del gualdo sono descritte in modo dettagliato in una lettera inviata nel 1879 dall’Arciprete di Pontecurone Spadini al Vescovo di Tortona: la bandiera doveva essere di tela grossa bianca con lo stemma del Comune, terminare a coda di rondine e con impressa la scritta “ut fructus terrae dare et conservare digneris te rgamus audi nos: a fulgore e tempestate libera nos domine” Essa andava posta su di un alto tronco sulla cui cima veniva infissa una croce di metallo con ai piedi, legato, un ramo di ulivo benedetto nella domenica delle Palme.
IL GUALDO:
In un periodo compreso tra il 1300 e il 1700 in Italia veniva coltivata un’erba biennale utilizzata in tintoria: Isatis tinctoria conosciuta come Gualdo o Guado.
La produzione di questa pianta, da cui si otteneva il colorante azzurro, costituì soprattutto nel periodo compreso tra il 1400 e il 1500 una delle maggiori risorse economiche della zona. Come riportano molti documenti d’archivio, nel territorio argilloso compreso tra i torrebti Scrivia e Curone cresceva il gualdo migliore sia per la ricchezza di foglie che per il potere colorante. La coltivazione dell’Isatis tinctoria fu introdotta nel territorio di Pontecurone e in quello dei Comuni vicini agli inizi del XII secolo sostituendo poco a poco quella di un’altra pianta tintoria: la robbia. Il Ducato di Milano infatti, in seguito alla guerra tra le città marinare di Pisa e Genova, si era trovato nell’impossibilità di ricevere il gualdo che in quel periodo in Italia veniva coltivato solo al centro. Il gualdo prodotto in Toscana e Umbria raggiungeva infatti via mare prima il porto di Genova e poi, via terra, la Lombardia. I signori di Milano incrementarono così nei loro domini la coltivazione del gualdo e l’Oltrepò divenne il maggiore produttore italiano di gualdo e lo esportò via mare da Genova in molti paesi del nord Europa.

PRODOTTI TIPICI: LA CIPOLLA
La coltivazione delle cipolle, favorita dal tipo di terreno a medio impasto, inizia a Pontecurone nel 1948. Durante la “Sagra della cipolla” ( prima domenica di settembre) la zuppa di cipolle rappresenta la perfetta unione tra questo ortaggio e la buona tavola legata alle tradizioni del territorio.
 

Telefono:
Municipio: 0131 885253
fax: 0131 885217
      



Ultima Revisione: 11/30/2005 a cura della redazione IAT
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