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VOLPEDO

panorama di Volpedo Località
Volpedo

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Pagina di Volpedo nel sito della Comunità collinare dei colli Tortonesi
Sito del comune





Centro agricolo e industriale della media Valcurone, alla destra del torrente, Volpedo è a pianta quadrata ed un tempo era circondato da una cinta muraria ora demolita. Famoso per la produzione frutticola (soprattutto fragole e pesche) il paese ha dato i natali a Giuseppe Pellizza. A Volpedo è stata recentemente inaugurata la sede provinciale dell’Associazione dei Cuochi che organizza corsi e cene. Il paese fa parte della Comunità Collinare dei colli tortonesi.
 

Il nome latino di Volpedo riconduce ad un insediamento (vicus), un villaggio nell’ambito del territorio del pagus. Da un punto di vista geografico la posizione di Volpedo era il punto obbligato di passaggio per quanti, risalendo il corso del Curone, si dirigevano nei diversi villaggi della Valle ed era collegato con Tortona da una comoda strada che, partendo dalla pieve, seguiva il corso del Curone. Da un punto di vista più propriamente religioso e tenendo conto di alcune recenti teorie che hanno valorizzato il ruolo delle pievi rurali come punti di irradiazione del Cristianesimo nelle valli, va sottolineata l’importanza che doveva avere l’antica pieve nell’ordinamento primitivo della chiesa tortonese. Di grande interesse per assegnare a Volpedo il ruolo di pieve di tutta la valle è un documento del 965 che rivela la posizione prioritaria della pieve volpedese della quale resta traccia ancora nel X secolo quando ormai erano sorte le varie pievi minori. La presenza di un castrum è attestata a Volepdo a partire dal X secolo: nel 971 alcuni beni posti in Volpedo furono donati dal conte di Tortona Oberto ai monaci di Cluny, monastero francese. I più antichi diritti feudali erano appannaggio degli obertenghi marchesi di Gavi che a loro volta investirono la località ad una famiglia locale nota come i “De Montemarzino”. Tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XIV secolo gli scontri tra le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini coinvolsero anche gli uomini di Volpedo che furono costretti a sottomettersi, nel 1305, all’arbitrato di Guido e Mosca della Torre mettendo a disposizione di questi ultimi anche il castello. In questa occasione sono citate tra le famiglie più importanti di Volpedo i Bragheri di cui rimane uno stemma dipinto all’interno della pieve. Nel 1412 l’intero paese fu offerto da Filippo Maria Visconti, al condottiero Perino Cameri, quale compenso per i servizi prestati al servizio della causa dei signori milanesi e alla sua morte, con deliberazione testamentaria, passò alla fabbrica del Duomo di Milano. Volpedo acquistò così tutti i privilegi di un centro esente da tutta una serie di tasse e balzelli, una specie di zona franca che riuscì a mantenere parte dei propri privilegi anche durante il fiscale dominio degli spagnoli. La stessa somma di 200 fiorini che gli abitanti di Volpedo dovevano versare alla Fabbrica del Duomo, fu ridotta e sostituita con i prodotti agricoli della campagna volpedese.
A ricordo della donazione di Perino Cameri, la Fabbrica del Duomo fece incidere un bassorilievo rappresentante il condottiero “dux strenuus” nell’atto di donare il castello di Volpedo alla Vergine, attualmente conservato nell’atrio del Palazzo Municipale.
Il borgo fu completamente devastato nel 1513 dagli abitanti di Monleale uniti ai francesi e torn oa popolarsi solo alla fine del XVI secolo. Nel 1757 Volpedo fu dato in feudo dai Savoia a Filippo Guidobono Cavalchini di Momperone la cui eredità passò poi nel XIX secolo ai marchesi di Malaspina; nel 1798 fu costituita una municipalità repubblicana e nel 1801 fu nominato dalle autorità francesi alla carica di sindaco Giovanni Antonio Sovera. Dopo l’età napoleonica Volpedo divenne capoluogo del mandamento della bassa Val Curone. Nel 1928 vennero aggregati al comune di Volpedo i soppressi comuni di Berzano, Monleale e Volpeglino che sono stati ricostituiti nel 1947.
> Località e frazioni: Stellara, Ca’ Barbieri, La Cascinetta, Il Poggio, Ca’ di Stringa, Croce, Cascina Cappelletta.
> Festa patronale: Beato Giovannino
> Denominazione degli abitanti: Volpedesi
> Superficie del territorio: kmq 10,58

PERSONAGGI CELEBRI:
Giuseppe Pellizza: Fu un personaggio di grande carisma sempre aggiornato e in contatto con le principali realtà culturali d’Europa. Nacque nel 1868 a Volpedo da una coppia di piccoli proprietari terrieri, dediti soprattutto alla viticoltura: la commercializzazione dei loro prodotti interessava l'area dell'alessandrino e anche Milano. Fu proprio grazie a questa attività che i Pellizza, che non avevano esperienze specifiche in ambiti culturali o artistici, entrarono in contatto con personaggi di primo piano della cultura milanese dell'Ottocento, come i fratelli Grubicy, grazie all’interessamento dei quali Giuseppe ottenne l'iscrizione in un'accademia d'arte.
Lasciò quindi il suo paese natale nel 1884 per andiare a studiare pittura a Milano, all’Accademia di Brera. Si trasferì quindi a Roma dove osservò attentamente i maestri del Rinascimento: Roma fu per lui importante perché vi poté visitare i Musei Vaticani e studiare dal vero le opere di Raffaello, di Michelangelo e di altri grandi artisti del passato. A Firenze fu allievo di Giovanni Fattori che lo mise in contatto col realismo ottocentesco e a Bergamo, all’Accademia Carrara, studiò sotto la guida del ritrattista Tallone. Infine, all’Accademia Linguistica di Genova frequentò corsi di paesaggio. Giunto al termine di questo tirocinio, egli decise di fermarsi a vivere e a lavorare nel proprio paese natale. Tale decisione fu consolidata dal matrimonio contratto nel 1892 con la diciassettenne Teresa Bidone, una ragazza di umili origini, ma che gli fu compagna insostituibile, non solo collaborando con i suoi genitori nella conduzione delle terre di famiglia, ma anche imparando a leggere, a scrivere e a far di conto, per poter condividere tutti i suoi problemi. Dal 1892 inoltre egli cominciò ad aggiungere al suo cognome quel "da Volpedo" che (forse in partenza usato come un vezzo desunto dai quattrocentisti, che aveva imparato ad amare frequentando i musei a Roma e a Firenze) finì poi per connotare costantemente la sua firma. Ebbe una formazione di grande valore che ebbe il suo completamento nel momento in cui Morbelli e Nomellini lo esortarono a cercare nuove vie di espressione tecnica convincendolo a seguire la sperimentazione divisionista della scomposizione del colore e gli fecero conoscere le nuove idee politiche e socialiste. È importante sottolineare anche il rapporto che il Pellizza ebbe con l’amico Segantini col quale intattenne un vasto scambio epistolare che, oltre alle notizie di carattere personale propone numerosi passaggi con consigli tecnici e teorici. La pittura ottenuta da Pellizza è straordinariamente ricca di colori frantumati in atomi che assumono consistenza atmosferica solo se percepiti nella totalità dell’opera. Si potrebbe pensare al famoso Quarto Stato con l’inelutabile avanzata dei lavoratori verso lo spettatore ma è nei quadri nel quale è protagonista il sole, quelli che pellizza dipinse immerso nel paesaggio della campagna tortonese, che il divisionismo pellizziano raggiunge il suo vertice, quasi un anticipo del futurismo.
 

Telefono:
Municipio: 0131 80141
fax 0131 806577
  
Popolazione, ab.:
1215
 
Zona Geografica:
Italia Nord occidentale, Comunità Collinare dei colli Tortonesi
  
Altitudine m:
182 s.l.m
 

Distanza da: Alessandria Km. 31

Ultima Revisione: 11/30/2005 a cura della redazione IAT
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