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SAN SEBASTIANO CURONE

panorama di San Sebastiano Curone Località
San Sebastiano Curone

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Pagina dfi San Sebastiano Curone nel sito della Comunità Montana






Vivace centro agricolo, commerciale e di soggiorno estivo il paese, che conserva intatte le caratteristiche tipiche dell’architettura dei borghi liguri con una scenografica piazza al centro, è situato in una breve piana alla confluenza del Curone e del Museglia, presso le ultime propaggini collinari dell’Appennino Ligure-Piemontese. È sede della Comunità Montana delle Valli Curone, Grue e Ossona.
 

L’importanza che S.Sebastiano ricopre nella memoria storica della Val Curone risale al tempo in cui il nucleo montano aveva un diverso orizzonte e percorreva un itinerario tradizionale e naturale. La strada dei “Feudi Imperiali” univa i luoghi da Genova a Piacenza, trovando in San Sebastiano una preziosa tappa di commercio e scambi culturali.
L’origine è da ricercarsi nelle sue radici medioevali e monastiche, intorno all’anno Mille: la denominazione del borgo con il nome del Santo risulterebbe precedente le pestilenze del 1300 nel genovesato in quanto in un antico manoscritto compare il nome di San Sebastiano C. come “cella” dipendente direttamente dal monastero di Bobbio. Le celle erano piccole residenze di monaci dove si insediavano piccole colonie di servi con le loro famiglie e che sviluppandosi diventarono poi paesi e parrocchie.
Questa ipotesi spiegherebbe l’origine di San Sebastiano non da un posto di esperti contrabbandieri sull’antica “Via del sale” tra Genova e Piacenza come invece sostiene il Giani nella sua Cronistoria senza però consultare archivi e documenti ma fidandosi della propria soggettiva capacità d’indagine. L’importanza di San Sebastiano era dunque dovuta alla sua felice posizione lungo la strada dei “Feudi imperiali” che ha rappresentato, fino al settecento, il percorso più agevole e breve che da Genova per Casella, Crocefieschi, Vobbia, Rocchetta, Cantalupo, Dernice e Vigoponzo portava a San Sebastiano: di qui un ramo scendeva senza ulteriori asperità a Tortona e a Voghera per le pievi di Volpedo, Viguzzolo e Rivanazzano; un altro ramo attraverso la Val Staffora e la Val Tidone raggiungeva Piacenza.
Dal punto di vista giuridico la località si configurava come frazione di Gremisco e faceva parte del feudo imperiale di Fabbrica Curone che, appartenuto nel XII secolo ai Vescovi di Tortona, nel 1349 fu investito ai Malaspina e nel 1502 fu trasferito in parte nella proprietà di Gian Luigi Fieschi di Genova.
San Sebastiano nasce quindi come piccolo avamposto sull’estremo lembo di terra a ridosso dei torrenti Curone e Museglia per diventare poi dominio dei Doria che vennero investiti del feudo di Carlo V nel 1547. Risalgono a questo periodo le principali abitazioni del suggestivo centro storico recanti nell’architrave la data e la sigla tipiche dei portali genovesi. Almeno dal 1532 divenne sede di un importante mercato settimanale che ne fece un centro economico di rilievo; nel 1565 i Doria fecero del borgo un punto per esigere un dazio sul passaggio delle merci.
L’importanza di San Sebastiano come luogo di tappa, di commercio, di transito e di scambi culturali decadde con lo svilupparsi dei più rapidi mezzi di trasporto nelle strade di pianura e il nuovo assetto politico della varie Regioni: quando i territori di Tortona e Voghera furono uniti al Piemonte e scomparve la Repubblica di Genova, cessò l’importante funzione di questo paese come luogo di transito tra Genova, Piacenza, Milano e la Repubblica di Genova.
Nel XVIII secolo sono segnalate realtà economiche legate ai mulini lungo il Curone, come la lavorazione della seta e del tabacco, che godeva di particolari privilegi fiscali essendo il borgo un feudo dei Doria, esente dai dazi applicati dal regno di Savoia.
Nel 1779 subentra il governo francese che destina San Sebastiano a capoluogo di Mandamento (un distretto con a capo un Giudice civile)con lo stemma che ancora oggi lo distingue.

PERSONAGGI CELEBRI:

Felice Giani: Felie Gian nacque San Sebastiano Curone nel 1758 quando il paese era feudo del Principe Doria. Dopo aver studiato a Pavia si trasferì a Bologna e successivamente a Roma, nel 1780. Tra il 1780 ed il 1786 la sua formazione è arricchita e completata da una serie di esperienze e riconoscimenti; nel 1786 dipinge a Faenza la Galleria dei Cento Pacifici e nel 1787 la Galleria di Palazzo Conti. Dal 1789 al 1793 è a Roma per la decorazione di Palazzo Altieri lavoro che segna l’avvio della sua attività di grande decoratore. Nei primi anni del 1800 lavora a Faenza, Bologna, Roma, Forlì e anche a Parigi. Entrato ormai in un contesto culturale importante che contava nomi illustri quali Canova, Antonio d’Este, Quarenghi, ecc. Continuò a lavorare sino al 1822 quando eseguì a Bologna la decorazione di dei stanze su commissione. Tornò a Roma alla fine del 1822 e nella capitale morì.
Lorenzo Bourges: pittore ricordato nell’ambito della pittura genovese e piemontese locale. Oltre ai palazzi della Piazza di San Sebastiano ha lavorato in palazzi e ville a Genova e nella riviera ligure (a Tortona è presente nella decorazione di alcune cappelle nella chiesa di Santa Maria Canale).
Guglielmo Elford Leach: celebre professore dell’università di Londra e famoso entomologo. Probabilmente la sua tomba si trova a San Sebastiano perché trovandosi in Italia, forse a Genova o Milano, si rifugiò a San Sebastiano per sfuggire al colera.

PIAZZA ROMA
Piazza Roma rappresenta una completa espressione di stile “Liberty”. Ideata e studiata dall’illustre Lorenzo Bourges, la piazza che una volta si denominava Piazza Statuto ed ora piazza Roma, è caratterizzata da quattro edifici principali: il palazzo Mazza Galanti, il palazzo donato da Luigi Giani al Comune per volontà del pittore Luigi Giani, Palazzo Pollini e Palazzo Signoris.
Palazzo Mazza Galanti: Oggi sede del Municipio e della Comunità Montana è l’edificio più ricco della piazza, vagamente ideato su modelli veneziani e a lungo studiato e vagheggiato dalla vena costruttiva del Bourges. Progettato, costruito e modificato nella costruzione mantiene ancora oggi un tono signorile e solenne. E’ possibile visitare la Sala Consigliare (su richiesta info Comune 0131 786205)
Palazzo Pollini: sorge sull’altro lato della piazza con uno stile ancora più libero, con un accenno di torre ed un festoso cornicione floreale. Conferisce inconfondibilmente a tutta l’ala della piazza una nota gentile di delicatezza e di modi leggeri ed eleganti.
Palazzo Giani: edificio di fattura seria ed elegante che sorge di fronte alla chiesa parrocchiale a cui si accede da un nobile atrio che da allo scalone principale.
Palazzo Signoris: è forse l’unico ad avere al suo interno ambienti di qualità per eleganza e bellezza pari alle facciate esterne decorati dalla piacevole vena del Bourges.

PORTALI IN PIETRA
Non solo le chiese ed i palazzi costituiscono quella che è la vera identità storica del paese che si può riscontrare anche percorrendo le vie interne all’abitato nei portali e sovraporta in pietra presenti all’interno del nucleo storico del paese. I portali di San Sebastiano appartengono a quel filone dell’architettura rustica genoveseche ha nel suo sviluppo un tesoro di forme originalissime.
- Il più antico risale al XV secolo ed è un fregio classico con ornamentazione e decorazione liturgica nel portichetto antistante la parrocchia;
- Risale al 1558 il portale di casa “Giani” in via Garibaldi di cui è visibile ora l’architrave;
- Nel cortile dell ex casa Serravalle di Via Piacentina un grosso sasso piuttosto rozzamente lavorato è stato adattato ad architrave (1623);
- Sovraporta di casa “Calvi” in via Vittorio Emanuele con accenno di decorazione (1632);
- Portale completo tipico genovese sulla casa “Gulminetti” in via Piacentina, stipiti ed architrave in sasso con decorazioni, monogramma, data e nome del proprietario (1642);
- Portale di sasso con fregi e decorazioni della casa Bianchi in piazza Solferino, già annessa al palazzo dei principi Doria (1671);
- Sovraporta in legno nella casa “Mirabello” in vicolo centrale (1699)
- Portale in sasso della chiesa della Trinità, semplice ma completo di decorazioni che risentono di una mano esperta (1738)

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> Frazioni: Marguata, Cascine, Sant’Antonio, Telecco.
> Festa Patronale: San Sebastiano
> Denominazione dei cittadini: sansebastianesi
> Superficie del territorio: kmq 3,95

 

Telefono:
Municipio: 0131 786205
Fax 0131 786205
  
Popolazione, ab.:
596
   
Altitudine m:
342
 

Distanza da: Alessandria Km. 45

Ultima Revisione: 11/30/2005 a cura della redazione IAT
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